L’aria che respiri ogni giorno potrebbe essere più pericolosa di quanto pensi. Secondo il report “Mal’Aria di Città 2024” di Legambiente, l’Italia continua a guidare la classifica europea per decessi legati all’inquinamento atmosferico: circa 50.000 morti premature ogni anno. Ma quali città italiane soffocano davvero nello smog?
Il Dato Allarmante
Solo nel 2024, 25 capoluoghi su 98 hanno superato i limiti di legge per il PM10, con più di 35 giorni all’anno oltre i 50 µg/m³.
E il peggio deve ancora arrivare: nel 2030 entreranno in vigore limiti europei ancora più severi, e le città italiane non sono pronte.
Perché l’Italia soffoca
Il principale nemico si chiama PM10, le micidiali polveri sottili prodotte da riscaldamento domestico, traffico, attività industriali, agricoltura e allevamenti intensivi. Il bacino padano rappresenta la trappola perfetta: pianura chiusa, alta densità di popolazione e industrie, clima stagnante. Il risultato è un’aria che resta intrappolata e carica di inquinanti per giorni interi.
10 posto - Brescia - 56 giorni
7, 8, 9 posto - Rovigo, Cremona e Napoli - 57 giorni
5, 6 posto - Venezia e Padova - 61 giorni
4 posto - Vicenza - 64 giorni
3 posto - Verona - 66 giorni
2 posto - Milano - 68 giorni
1 posto - Frosinone - 70 giorni
Cosa rischiamo
Le polveri sottili penetrano nei polmoni, raggiungono il sangue e aumentano il rischio di malattie respiratorie croniche, problemi cardiovascolari, tumori e morte prematura. Il quadro è chiaro: l’Italia è ancora troppo lenta nel contrastare lo smog urbano.
Sfida per il futuro
A cinque anni dai nuovi limiti europei, il nostro Paese resta in zona rossa ambientale. Servono piani locali più severi, incentivi alla mobilità elettrica, una riduzione drastica del traffico urbano e una vera rivoluzione energetica se vogliamo tornare a respirare aria pulita.