C’è un momento della giornata in cui tutto rallenta. È l’ora dell’aperitivo, quel rito tutto italiano che unisce amici, colleghi e curiosi del buon bere. Sul tavolo, ormai da anni, due protagonisti si contendono la scena: l’intramontabile Aperol Spritz e il sempre più richiesto Moscow Mule. Due icone del bere contemporaneo, due storie diverse, due modi di intendere la convivialità.
Il regno arancione dello Spritz
L’Aperol Spritz è più di un cocktail: è un simbolo della socialità all’italiana. Nato nel Nord Est, tra le calli di Venezia e le piazze di Padova, deve la sua origine ai soldati austro-ungarici che, nell’Ottocento, “spruzzavano” (in tedesco spritzen) un po’ d’acqua nel vino locale per alleggerirlo. Da quell’usanza nacque l’idea dello Spritz, evoluto poi nel dopoguerra con l’arrivo dell’Aperol, creato nel 1919 dai fratelli Barbieri a Padova.
Oggi la ricetta è un classico: tre parti di Prosecco, due di Aperol, una di soda e una fetta d’arancia. Il suo colore arancione acceso è diventato un’icona pop, sinonimo di allegria e spensieratezza. Lo Spritz è il re delle piazze, delle terrazze al tramonto, delle serate estive che sanno di libertà. È il cocktail che non divide: piace a tutti, costa poco e racconta una storia di semplicità e italianità.
Negli ultimi anni la sua popolarità è esplosa anche fuori dai confini nazionali. Dall’Europa agli Stati Uniti, è diventato l’emblema del “dolce far niente”, l’aperitivo leggero e fotogenico che riempie i social di scatti arancioni.
L’irresistibile ascesa del Moscow Mule
Se lo Spritz racconta la tradizione italiana, il Moscow Mule è la risposta cosmopolita, nata dall’altra parte del mondo. Il suo nome evoca la Russia, ma le sue origini sono americane. Negli anni ’40, a Los Angeles, un imprenditore di vodka e un produttore di ginger beer cercavano un modo per rilanciare i propri prodotti. Nacque così, quasi per caso, il cocktail servito nella celebre tazza di rame: un mix di vodka, ginger beer e succo di lime, fresco, speziato e irresistibile.
Negli ultimi anni il Moscow Mule ha conosciuto una seconda giovinezza. È tornato protagonista nei locali più trendy e nelle mani dei bartender più creativi, che ne hanno reinterpretato la formula con mille varianti: dal Mexican Mule con tequila al London Mule con gin e cetriolo. La sua estetica elegante e il gusto deciso lo hanno reso il preferito di chi cerca qualcosa di diverso, più internazionale e dal carattere forte.
Anche in Italia, il Mule ha trovato il suo pubblico: giovani curiosi, amanti dei sapori intensi e viaggiatori del gusto. È il cocktail che racconta la globalizzazione del bere, un ponte tra culture e generazioni.
Due stili, due modi di vivere l’aperitivo
L’Aperol Spritz è l’incontro. È la risata in piazza, la chiacchiera che si allunga al tramonto. Il Moscow Mule è l’esperienza. È il cocktail da gustare con calma, tra luci soffuse e musica di sottofondo.
Lo Spritz è il “noi”: conviviale, leggero, informale. Il Mule è il “me”: deciso, sofisticato, personale. Chi sceglie il primo cerca leggerezza e familiarità; chi opta per il secondo vuole distinguersi, provare qualcosa di nuovo.
Chi conquista davvero i bicchieri del momento?
Le tendenze della mixology parlano chiaro: il Moscow Mule sta crescendo, soprattutto nelle grandi città e tra i giovani adulti, grazie alla sua versatilità e all’immagine “cool”. Ma lo Spritz continua a dominare i numeri. È il più ordinato negli aperitivi italiani, il più riconoscibile, il più amato.
In realtà, i due cocktail non si escludono. Si completano. Lo Spritz rappresenta la tradizione che resiste e si rinnova, il Moscow Mule l’evoluzione del gusto e della curiosità. Entrambi raccontano un modo di vivere il tempo libero, con un bicchiere in mano e la voglia di condividere un momento speciale.
Ascolta la nostra canzone dedicata alla Golden Hour, allo Spritz e al Moscow Mule