Nel calcio italiano non esiste una rivalità più accesa di quella tra Milan e Inter. Due squadre, una sola città. Due filosofie calcistiche che si scontrano da oltre un secolo sotto la stessa Madonnina. Il Derby della Madonnina non è solo una partita: è identità, orgoglio e storia.
Le origini: i casciavit contro i bauscia
Il Milan nasce nel 1899 grazie a Herbert Kilpin, un inglese di Nottingham che, insieme a un gruppo di inglesi e italiani, fonda il Milan Football and Cricket Club. Fin dai primi anni del Novecento la squadra rossonera si radica nei quartieri popolari e operai, trovando la sua anima tra le mani di chi lavora: nasce così il soprannome di “casciavit”, che in dialetto milanese significa “cacciaviti”. Era il simbolo del tifoso milanista del tempo: operaio, umile, concreto, abitante delle periferie o emigrato dal Sud, escluso dai lussi del centro ma unito da una passione autentica e collettiva.
L’Inter invece nasce nel 1908 da una scissione interna al Milan. Alcuni soci, contrari alle restrizioni sugli stranieri, fondano il Football Club Internazionale Milano. La nuova società si presenta con ambizioni più alte, internazionali, quasi aristocratiche: nel motto di fondazione si definiscono “fratelli del mondo”. È qui che prende forma il termine “bauscia”, parola dialettale che significa letteralmente “saliva” ma indica, in senso figurato, il “gradasso”, il vanitoso. Era l’immagine classica del tifoso interista di allora: elegante, benestante, abitante del centro, partecipe della vita della “Milano bene”.
Due mondi opposti, ma uniti dalla stessa passione. I casciavit e i bauscia: due identità sociali e culturali che ancora oggi colorano i derby e danno forma al mito del calcio milanese.
Le grandi ere
Il Milan conosce la gloria con il dominio europeo. Dagli anni ’60 con Rivera, ai fasti di Sacchi e Capello, fino all’epoca Ancelotti, il club diventa sinonimo di classe e vittorie internazionali. Sette Champions League, uno stile di gioco riconoscibile e un DNA fatto di eleganza tattica e rigore.
L’Inter invece costruisce la sua leggenda sull’intensità e sull’orgoglio. Dalla “Grande Inter” di Herrera negli anni ’60 al Triplete di Mourinho nel 2010, la sua storia è segnata da solidità, cuore e momenti epici. È la squadra che non muore mai, che lotta fino all’ultimo minuto, che trasforma la sofferenza in energia: è la "pazza Inter".
Il derby: simbolo e teatro
San Siro, condiviso ma diviso. Ogni derby è un referendum sul potere cittadino.
Quando vincono i casciavit, Milano si tinge di rosso e nero e celebra la vittoria del lavoro, della disciplina e della concretezza.
Quando trionfano i bauscia, la città si accende di eleganza e orgoglio, tra stile, ambizione e spettacolo.
Ogni vittoria vale doppio, perché significa prevalere sull’altra metà della città — per una notte, o per un’intera stagione.
Due visioni del calcio
Il Milan è progettualità, equilibrio, cultura del gioco. Dalla costruzione dal basso ai giovani valorizzati, la sua storia parla di metodo e visione.
L’Inter è adrenalina, intensità, sentimento. Vive di momenti, di slanci, di picchi emotivi, trasformando ogni difficoltà in forza. È la differenza tra chi costruisce e chi reagisce. Tra chi lavora in silenzio e chi vince alzando la voce.
Dopo un secolo di sfide
Nel nuovo millennio le parti si sono alternate. Il Milan ha riscoperto la sua identità europea con Pioli e Maldini dietro le quinte. L’Inter, rinata dopo anni di transizione, è tornata a vincere in Italia e ad affermarsi in Europa con Simone Inzaghi, centrando la finale di Champions nel 2023.
La rivalità non si è mai spenta. Ogni stagione riaccende la domanda che nessun trofeo può chiudere: chi è davvero la regina di Milano?
Chi vince davvero?
I casciavit del Milan rappresentano il lavoro, la costanza e il successo costruito passo dopo passo.
I bauscia dell’Inter incarnano l’ambizione, la fiducia in sé stessi e la voglia di primeggiare.
Non esiste un vincitore assoluto, perché Milano vive di entrambe le anime. Casciavit e bauscia non sono solo tifosi: sono due modi diversi di essere la stessa città. Insieme formano il volto doppio, irripetibile e magnifico, del calcio milanese.