Colorate, aromatiche e irresistibili: le chewing gum accompagnano da decenni la vita quotidiana di milioni di persone. Ma dietro un gesto semplice come masticare si nasconde una storia lunga secoli, fatta di scoperte, guerre e perfino divieti. Dalle foreste dei Maya ai marciapiedi delle grandi città moderne, la gomma da masticare racconta un viaggio sorprendente tra cultura, abitudini e conseguenze ambientali.
Le origini antiche: il chicle dei Maya
L’abitudine di masticare resine naturali risale a oltre duemila anni fa. I Maya e gli Aztechi utilizzavano una sostanza vegetale chiamata chicle, ricavata dalla linfa dell’albero Sapodilla, per pulire i denti e alleviare la sete. Si trattava del primo antenato della moderna gomma da masticare, molto prima che l’industria la trasformasse in un fenomeno di massa.
La nascita moderna: l’invenzione di William Semple
La chewing gum moderna nacque nel 1869 grazie all’americano William Semple, che brevettò la prima formula industriale. Semple non la immaginava come un dolce, ma come un prodotto igienico utile per mantenere pulita la bocca. Da quel momento, le gomme da masticare si diffusero rapidamente negli Stati Uniti, fino a diventare un vero simbolo della cultura americana.
Dalle trincee alla conquista dell’Europa
La vera esplosione della chewing gum avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale. Fino agli anni Quaranta era quasi sconosciuta in Europa, ma arrivò insieme ai soldati americani, che la ricevevano nelle famose Razioni K. Era disponibile in quattro gusti — menta, cannella, menta piperita e pepsina — e aveva funzioni pratiche: stimolare la saliva, pulire la bocca e ridurre lo stress al fronte.
Con la fine della guerra, la gomma da masticare conquistò definitivamente il Vecchio Continente, diventando un simbolo di modernità e americanità.
Un piccolo gesto, un grande problema
Oggi la chewing gum è un prodotto comune in tutto il mondo, ma anche una fonte importante di inquinamento urbano. Le gomme gettate a terra aderiscono alle superfici e si trasformano in macchie nere indelebili su marciapiedi e pavimentazioni. Rimuoverle richiede l’uso di prodotti chimici aggressivi o di costosi macchinari a vapore e fresatura.
In molte città le chewing gum rappresentano un serio problema di decoro urbano: un piccolo gesto distratto si traduce in costi elevati per la collettività.
Il caso Singapore: il divieto totale
Proprio per questi motivi, Singapore è uno dei pochi Paesi al mondo ad aver vietato dal 1992 l’importazione e la vendita di gomme da masticare. La decisione nasce da ragioni igieniche e pratiche: le gomme abbandonate o appiccicate interferivano con i sistemi di trasporto pubblico e le infrastrutture della città. Una misura estrema, ma efficace, che ha contribuito a mantenere la città-Stato tra le più pulite del pianeta.
Dalla dolce abitudine alla responsabilità moderna
La chewing gum ha percorso un lungo cammino: da semplice resina naturale a simbolo della cultura americana, fino a diventare oggetto di riflessione ambientale. Oggi masticare una gomma non è più solo un gesto di gusto o abitudine, ma anche una questione di responsabilità civile. Dietro ogni piccolo gesto quotidiano si nasconde l’impatto collettivo di milioni di persone: rispettare gli spazi pubblici è il primo passo per continuare a godersi il piacere della “gomma” senza compromettere l’ambiente che ci circonda.