Dimenticate la “Tomatina” di Spagna o la battaglia delle arance di Ivrea: in India esiste un festival in cui i partecipanti si lanciano sterco di mucca come gesto di purificazione. Si chiama Gorehabba, si tiene ogni anno nel villaggio di Gumatapura (stato del Karnataka) e, quest’anno, è finito sotto i riflettori globali grazie allo YouTuber statunitense Tyler Oliveira, che ha deciso di parteciparvi di persona.
Il festival del lancio di sterco
Durante il Gorehabba, gli abitanti del villaggio celebrano la fine del Diwali, la festa della vittoria del bene sul male. Dopo i riti religiosi, le persone raccolgono escrementi di mucca, li benedicono nel tempio e poi si lanciano addosso a vicenda. Per la cultura locale, lo sterco bovino è simbolo di fertilità, purezza e fortuna: secondo la leggenda, la divinità Beereshwara Swamy sarebbe nata proprio da esso.
Lo YouTuber Tyler Oliveira e il video virale
Il giovane americano, noto per le sue “sfide estreme”, ha documentato tutto in un video su YouTube. Nelle immagini, si vede mentre indossa occhiali protettivi e una tuta bianca, circondato da centinaia di partecipanti. Dopo pochi minuti, completamente ricoperto di fango e sterco, Oliveira esclama: “Devo andarmene da qui, è un’esperienza terribile!”.
Il video è diventato virale, superando i 10 milioni di visualizzazioni, ma ha scatenato forti critiche in India: molti utenti lo hanno accusato di deridere una tradizione sacra, fraintendendone il significato spirituale.
Tradizione millenaria o spettacolo per il web?
Il Gorehabba non è una trovata recente. Esiste da oltre 300 anni e affonda le sue radici nei rituali agricoli e religiosi locali. Tuttavia, con la globalizzazione e i social, è diventato anche un fenomeno mediatico, dove molti turisti cercano lo scatto perfetto o il video virale. Gli anziani del villaggio continuano però a difenderlo come rito di purificazione e protezione dalle malattie.
Le polemiche e il dibattito online
Dopo la pubblicazione del video, alcune testate indiane hanno messo in dubbio l’autenticità del filmato, ipotizzando persino l’uso dell’intelligenza artificiale. Oliveira ha replicato dichiarando che il suo intento era solo documentare una tradizione “estrema”, non offendere. Il dibattito, intanto, continua a infiammare i social tra chi difende la libertà d’espressione e chi chiede più rispetto per le culture locali.
Il “festival della cacca”, come è stato ribattezzato online, rappresenta uno scontro simbolico tra tradizione e spettacolo digitale. Per alcuni è un rito sacro, per altri un evento assurdo. Ma una cosa è certa: il Gorehabba ha dimostrato ancora una volta che il confine tra cultura e viralità è sempre più sottile.


