Nel vasto universo del pop femminile contemporaneo, due nomi brillano più di tutti: Rihanna e Taylor Swift. Diverse per stile, provenienza e percorso, condividono però un destino comune — quello di aver ridefinito cosa significhi essere una donna potente e influente nella musica del XXI secolo. Ma chi delle due è oggi la più rilevante?
Rihanna, l’impero nato da una voce
Rihanna è il simbolo della metamorfosi. Dalla giovane ragazza di Barbados scoperta a 16 anni, alla donna d’affari che oggi comanda un impero da miliardi. La sua carriera musicale, iniziata nel 2005 con Pon de Replay, ha prodotto una sfilza di hit planetarie: Umbrella, Diamonds, We Found Love. Canzoni che hanno segnato una generazione e imposto un nuovo linguaggio sonoro, tra pop, R&B e dance elettronica.
Ma Rihanna è andata oltre la musica. Con Fenty Beauty e Savage X Fenty ha rivoluzionato la moda e la cosmesi, diventando simbolo di inclusività e rappresentanza. Ha imposto l’idea che ogni corpo, ogni tonalità di pelle, ogni identità meritino visibilità. In un settore spesso accusato di omologazione, Rihanna ha portato autenticità e coraggio.
Eppure, da quasi dieci anni, la popstar si tiene lontana dagli studi di registrazione. Il suo ultimo album, ANTI, è del 2016. Eppure la sua assenza non ha scalfito il mito. Al contrario, lo ha amplificato. Quando nel 2023 è tornata sul palco del Super Bowl, incinta e con la naturale sicurezza di chi non ha nulla da dimostrare, il mondo si è fermato a guardarla.
Taylor Swift, la narratrice dell’era digitale
Taylor Swift, al contrario, non si è mai fermata. La sua ascesa è un racconto continuo di evoluzione e controllo. Partita come cantante country adolescente, ha conquistato il pop mondiale con 1989, per poi reinventarsi ancora con Folklore e Evermore, due album nati in piena pandemia che hanno mostrato il suo lato più introspettivo e maturo.
Oggi Taylor Swift è un fenomeno globale che trascende la musica. Il suo Eras Tour è il più redditizio di sempre, un’esperienza culturale capace di muovere intere economie locali. Ogni tappa è un rito collettivo, ogni canzone un frammento di vita condiviso con milioni di fan. Swift ha trasformato la vulnerabilità in forza e la narrazione personale in linguaggio universale.
Ma la sua vera rivoluzione è stata manageriale. Quando ha deciso di ri-registrare i suoi primi album per riottenere i diritti sulle proprie canzoni, ha dato una lezione a tutta l’industria discografica: la creatività appartiene a chi la genera. Con le Taylor’s Version, ha dimostrato che una popstar può essere anche imprenditrice, stratega e paladina dei diritti artistici.
Due visioni del potere femminile
Rihanna e Taylor Swift incarnano due modi opposti ma complementari di esercitare potere e influenza. Rihanna è l’icona della libertà assoluta: si prende il tempo che vuole, segue solo le proprie regole e trasforma ogni scelta in un atto politico. È la voce dell’indipendenza.
Taylor, invece, è la regina della pianificazione. Lavora senza sosta, costruisce un rapporto diretto e intimo con il suo pubblico, controlla ogni dettaglio della sua immagine e della sua musica. È la narratrice perfetta di un’epoca in cui la trasparenza è la nuova forma di autenticità.
Chi è più rilevante oggi?
La risposta dipende dal punto di vista. Se parliamo di impatto culturale e imprenditoriale, Rihanna domina: il suo nome vive anche fuori dalle classifiche, nei negozi, nelle sfilate, nelle campagne sociali. Se invece guardiamo al peso musicale e alla capacità di rinnovarsi, Taylor Swift è la protagonista indiscussa del nostro tempo: il suo lavoro continua a generare conversazione, emozione e record.
Forse la verità è che non serve scegliere. Rihanna e Taylor Swift non sono due poli opposti ma due facce della stessa rivoluzione: quella di artiste che hanno conquistato il diritto di essere libere, potenti e padrone del proprio destino. Una con il silenzio e la distanza, l’altra con la parola e la costanza. Insieme, raccontano la storia del pop moderno e la trasformano in qualcosa che va ben oltre la musica.


