Nel panorama delle auto sportive, pochi nomi evocano rispetto come Lotus e McLaren. Due marchi nati nel Regno Unito, due strade diverse verso lo stesso obiettivo: creare macchine che trasformano la guida in un’esperienza totale. Lotus è la leggerezza fatta ingegno, McLaren la potenza tradotta in precisione. Entrambe rappresentano l’eccellenza britannica, ma con anime opposte.
Lotus: la filosofia della leggerezza
Quando Colin Chapman fondò la Lotus nel 1952, aveva un’idea chiara: meno peso, più emozione. Le sue vetture non puntavano sulla potenza, ma sull’equilibrio. Bastava togliere ciò che era superfluo per ottenere prestazioni autentiche. Ogni dettaglio serviva solo a farla correre meglio, nient’altro.
Auto come la Elise e la Exige sono diventate simboli di questa visione. Piccole, agili, essenziali. Ti obbligano a guidare, non a lasciarti trasportare. Con la Emira, Lotus ha portato avanti quella tradizione, unendo la cura artigianale a un design moderno. Poi è arrivata la Evija (nella foto), hypercar elettrica da oltre 2000 cavalli, che segna l’ingresso del marchio nel futuro. Pur spinta da batterie e motori elettrici, resta fedele all’idea originale: offrire la massima emozione con la minima massa.
McLaren: il laboratorio della velocità
McLaren nasce nel 1963, grazie al talento del pilota neozelandese Bruce McLaren. Da subito il brand si impone come laboratorio di tecnologia applicata alle corse. In Formula 1 conquista successi con Senna, Prost, Lauda e Hamilton, scrivendo capitoli fondamentali della storia del motorsport.
Ma McLaren non si ferma alle piste. Con la F1 del 1992 trasferisce quell’esperienza sulle strade, creando una supercar capace di battere ogni record. Da allora, la filosofia non è cambiata: coniugare materiali avanzati, potenza e controllo. La monoscocca in fibra di carbonio, oggi presente su ogni modello, è la firma del marchio. Dalla 720S fino alla nuova Artura ibrida, (nella foto) ogni McLaren è progettata per spingere più in là il confine tra tecnica e piacere di guida.
Due mondi che si sfiorano ma non si incontrano
Lotus e McLaren partono dallo stesso terreno, ma seguono percorsi opposti. Lotus parla a chi cerca il contatto diretto con l’auto, senza filtri elettronici o eccessi di potenza. È meccanica pura, pensata per chi ama guidare più che essere guidato. McLaren, invece, è l’evoluzione della forza controllata dalla tecnologia. I suoi modelli sono strumenti di precisione, dove ogni algoritmo serve a rendere la macchina più veloce e stabile.
In pista, entrambe hanno lasciato un segno profondo. Lotus ha introdotto soluzioni che hanno cambiato la Formula 1, come la monoscocca e il concetto di aerodinamica attiva. McLaren ha dominato intere stagioni, imponendo standard di affidabilità e prestazione che ancora oggi ispirano gli ingegneri di mezzo mondo.
Chi incarna meglio lo spirito inglese delle supercar?
La risposta dipende dal cuore di chi osserva. Lotus rappresenta la tradizione romantica dell’automobile: telaio leggero, motore compatto, guida vera. È un ritorno alle origini, dove contano le mani sul volante più che i cavalli dichiarati. McLaren, invece, guarda avanti. L’ibrido, i software di gestione dinamica e la ricerca aerodinamica mostrano un approccio ingegneristico che non conosce limiti.
Chi vince oggi tra Lotus e McLaren?
La risposta dipende da cosa si cerca in un’auto sportiva. Se ami sentire ogni vibrazione del volante e ogni variazione dell’asfalto, Lotus rappresenta la scelta del cuore. È l’essenza della guida meccanica, pura e diretta, ideale per chi considera ogni curva un dialogo tra uomo e macchina. McLaren invece è la scelta di chi vuole prestazioni estreme e tecnologia all’avanguardia, con un equilibrio tra comfort, sicurezza e adrenalina.
Il futuro porterà sfide ancora più grandi per entrambe. Lotus sta puntando sull’elettrico, con modelli che uniscono sostenibilità e piacere di guida. McLaren, da parte sua, prosegue sulla strada dell’ibrido e dell’innovazione continua. Due strade diverse che conducono allo stesso traguardo: mantenere viva la leggenda britannica delle supercar.
In fondo, il duello Lotus vs McLaren non avrà mai un vincitore definitivo. È una sfida eterna tra due filosofie che, pur opposte, si completano. Forse la vera risposta è questa: non bisogna scegliere, ma solo godersi lo spettacolo della loro competizione.




