Origini storiche
La Pro Vercelli, fondata nel 1892, fu una delle prime potenze del calcio italiano. All’inizio del Novecento conquistò sette scudetti tra il 1908 e il 1922, facendo scuola con un gioco ordinato e sorprendentemente moderno per l’epoca. I giocatori erano quasi tutti vercellesi: ragazzi, impiegati, studenti. Un calcio fatto di talento e senso di appartenenza.
Dieci anni più tardi nacque l’Alessandria Calcio, che portò nel panorama piemontese un’altra anima: popolare, ambiziosa, fortemente legata alla sua città industriale. Negli anni Venti e Trenta, quando entrambe militavano nella massima serie, la sfida si accese. Da una parte le “bianche casacche” orgogliose della loro storia, dall’altra i “Leoni grigi”, pronti a dimostrare di non essere da meno.
Un derby di provincia con sapore autentico
Nel tempo, il “Derby delle Risaie” è diventato un rito. Ogni incontro accende lo stesso spirito: campanilismo, passione e memoria. Non è solo una partita, ma il riflesso di due mondi vicini e diversi. Vercelli, culla del riso e del calcio pionieristico; Alessandria, città operaia e cuore di tifo caldo. Anche nei decenni in cui le squadre sono scese di categoria, l’attesa e il rispetto reciproco non sono mai venuti meno.
I protagonisti e i ricordi
Tanti grandi calciatori hanno respirato l’atmosfera di questa sfida. Gianni Rivera, alessandrino doc, crebbe con la maglia grigia prima di diventare una leggenda del Milan. Ma i ricordi non finiscono lì.
Con l’Alessandria giocarono uomini come Luigi Bertolini, campione del mondo nel 1934, o Adriano Banchero, simbolo degli anni Trenta. Negli anni Cinquanta e Sessanta arrivarono Paolo Mosca, Giuseppe “Beppe” Menti e il giovane Luciano Castellini, poi portiere di Torino e Inter.
La Pro Vercelli risponde con nomi immortali: Silvio Piola, cresciuto proprio lì, rimane uno dei più grandi bomber italiani. E poi Francesco Ara, Giovanni Leone e Carlo Rampini, protagonisti del periodo d’oro dei sette scudetti. Ognuno ha contribuito a rendere questa rivalità un frammento della storia del calcio nazionale.
Un patrimonio da custodire
Oggi, Alessandria–Pro Vercelli resta una festa di provincia, una memoria viva. Non c’è bisogno della Serie A per sentire l’importanza di quei novanta minuti: basta lo stadio pieno, i cori, i colori, la consapevolezza di rappresentare qualcosa di antico.
Ogni derby rinnova il legame tra città e territorio, tra passato e presente. Perché, tra i campi di riso e le strade del Piemonte, quando le “bianche casacche” affrontano i “leoni grigi”, si gioca molto più di una partita. Si gioca la storia stessa del calcio italiano.
Alessandria–Pro Vercelli: la conosci la rivalità del “Derby delle Risaie”?
Il calcio italiano vive di storie locali, di sfide che attraversano generazioni. Tra queste, ce n’è una che profuma di risaie e orgoglio piemontese: Alessandria contro Pro Vercelli. Due città separate da una manciata di chilometri, immerse nella pianura dove l’acqua specchia il cielo e il riso cresce a perdita d’occhio. Lì, da più di un secolo, si gioca un derby che non è solo sport, ma identità.


