Chi seguiva il wrestling negli anni Ottanta ricorda bene quei due colossi che sembravano usciti da una leggenda. André the Giant, il gigante buono venuto dalla Francia, e Hulk Hogan, il simbolo dell’eroe americano. Due mondi diversi che finirono per scontrarsi davanti a milioni di persone, in quello che ancora oggi è considerato uno dei momenti più incredibili della storia della WWF.
Prima amici, poi avversari
All’inizio, tra i due c’era rispetto vero. André era già una star affermata, una figura quasi mitica che nessuno riusciva a battere. Hogan invece stava salendo, spinto dal pubblico e dall’intuizione di Vince McMahon, che voleva farne il volto della nuova era.
Per un periodo lottarono fianco a fianco, e il pubblico li adorava insieme. Poi qualcosa cambiò. Nel 1987 la WWF decise di trasformare quella stima reciproca in una grande rivalità, il classico scontro tra il vecchio re e il nuovo campione.
Il tradimento a “Piper’s Pit”
Tutto esplose in televisione, durante una puntata di “Piper’s Pit”. André entrò accompagnato da Bobby “The Brain” Heenan, manager furbo e odiato da tutti. Hogan, sorpreso, cercò di capire cosa stesse succedendo, ma André gli voltò le spalle davanti a milioni di spettatori. Poi gli strappò la croce d’oro dal collo, lasciandolo senza parole. Quel gesto fece capire a tutti che il gigante buono non lo era più. Da lì partì la corsa verso WrestleMania III, l’evento che avrebbe cambiato tutto.
WrestleMania III: il giorno del body slam
Era il 29 marzo 1987, al Pontiac Silverdome di Detroit. Sugli spalti c’erano più di novantamila persone, un record per l’epoca. Hogan difendeva il titolo mondiale, André era lo sfidante imbattuto da anni. Il match non fu tecnicamente perfetto, ma l’atmosfera era unica.
Dopo diversi minuti di fatica, Hogan riuscì a fare l’impossibile: sollevò André e lo schiantò al tappeto. Il pubblico esplose. Quell’istante, passato alla storia come “The Slam Heard Around the World”, consacrò Hogan come eroe nazionale e cambiò il corso del wrestling moderno.
La rivincita del gigante
Un anno dopo, André ebbe la sua occasione. Il 5 febbraio 1988, durante lo show televisivo “The Main Event”, tornò ad affrontare Hogan per il titolo. In un incontro pieno di confusione e colpi di scena, con l’intervento di arbitri “gemelli” e del solito Heenan, André riuscì a vincere. Subito dopo, però, cedette la cintura a Ted DiBiase, il “Million Dollar Man”, scatenando una lunga serie di polemiche e la nascita del torneo di WrestleMania IV. Era chiaro che la loro storia non era ancora finita.
Gli ultimi capitoli
Negli anni seguenti i due continuarono a incrociarsi. A volte si affrontarono, altre volte si trovarono in squadre opposte. Celebre fu il match tra The Mega Powers (Hogan e Randy Savage) contro The Mega Bucks (André e DiBiase), uno degli incontri più discussi del 1988.
Ma il tempo non era gentile con André. L’acromegalia, la malattia che lo aveva reso un gigante, cominciava a farsi sentire. Faticava a muoversi, ma continuava a combattere per rispetto dei fan. A inizio anni Novanta si ritirò definitivamente. Hogan, invece, continuò a dominare la scena, prima in WWF e poi in WCW, diventando un’icona pop a tutti gli effetti.
La rivalità tra André the Giant e Hulk Hogan rimane una delle più grandi di sempre. Non solo per i match, ma per ciò che rappresentava: il passaggio di testimone tra due leggende. Uno era la forza tranquilla, l’altro la tempesta dorata del nuovo wrestling. Quando Hogan sollevò André quel giorno del 1987, non stava solo vincendo un incontro. Stava scrivendo un pezzo di storia che ancora oggi nessuno ha dimenticato.


